In Italia, solo una famiglia su dieci stipula contratti assicurativi. Come ha spiegato Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, ogni italiano possiede una casa, ma solamente il 3% delle abitazioni è assicurato.

Una tendenza che diventa sempre più rischiosa alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e della discontinuità lavorativa, elementi che rendono importante attivare una copertura assicurativa. Disporre di adeguate polizze assicurative, dovrebbe essere un elemento fondamentale nella pianificazione economica delle famiglie e delle imprese. Le assicurazioni per le famiglie, i professionisti e le imprese sono un punto importante della solidità economica di un Paese.

La propensione a “rischiare” e a non stipulare assicurazioni è un trend che, oltre a essere pericoloso per le singole persone, frena il progresso del Paese e la stabilità economica. Da un lato l’entità delle perdite economiche derivanti da un evento imprevisto spesso, è di gran lunga più elevata rispetto ai risparmi accumulati da una persona o da un nucleo familiare, con conseguenze disastrose sul piano economico.

Gli italiani sono un popolo fatalista, che preferisce accantonare risparmi in vista degli imprevisti ma esita a coprirsi dai rischi.

Dati alla mano, l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri principali Paesi europei. L’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul Pil, secondo un recente rapporto dell’Ania, è infatti pari solo all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante (279 euro contro 893) è circa un terzo.

Per la salute, la spesa che le famiglie sostengono privatamente ha raggiunto i 40 miliardi all’anno e solo il 7% è riconducibile alle assicurazioni.

La situazione non cambia moltissimo se si prende in considerazione quello che è il cespite per eccellenza nella ricchezza degli italiani, cioè l’abitazione: nonostante una parte consistente del territorio nazionale sia a rischio sismico o idrogeologico, il 40% delle case ha una copertura assicurativa di qualche genere ma appena il 2% è protetto contro le grandi catastrofi.

Sarebbe un onere molto più sostenibile, se gli italiani vi facessero fronte assicurandosi maggiormente per quanto riguarda eventuali necessità sanitarie.

Eppure, non si può dire che i risparmiatori italiani non siano coscienti del fatto che, nella vita, possono verificarsi parecchi eventi avversi cui occorre far fronte. Ben il 43% delle famiglie, infatti, ammette di risparmiare per “far fronte agli imprevisti”: poco meno del 20% risparmia per la vecchiaia; il 21% lo fa per i figli; il 14% per la casa.

La voce relativa agli imprevisti è sempre la più consistente: negli ultimi dieci anni non è mai scesa sotto il 42%, con un picco di oltre il 58% nel 2016. Insomma, spesso i risparmiatori preferiscono coprirsi da soli contro eventi dannosi, come premorienza, malattia grave, danni ai propri beni.

Quindi sono in molti a nutrire timori sugli eventi avversi che possono verificarsi nella vita di ciascuno, ma sono in pochi a decidere consapevolmente di proteggersi da questi rischi con una polizza ad hoc: si preferisce il fai da te, che però spesso non è una scelta particolarmente saggia.

Alessandro Marchesi, responsabile sviluppo commerciale Area Crediti & Protezione di Banca Mediolanum, spiega:

“È un problema legato in parte a un retaggio culturale perché si fa fatica ad accettare che si possano verificare alcuni eventi, come il proprio decesso o la non autosufficienza, e a parlarne con un professionista. In parte, però, incide anche una certa diffidenza nei confronti del settore assicurativo, legato a esperienze negative, come rimborsi negati in virtù di cavilli”, aggiunge l’esperto, secondo il quale è molto importante che il settore assicurativo sia capace di comunicare con i risparmiatori, e a indirizzarli correttamente verso le scelte adatte a ciascuno con professionisti competenti e capaci. E non aiuta nemmeno il fattore fiscale, visto che la detraibilità dei premi per alcuni tipi di polizze è limitata e il peso delle imposte sul costo dei premi è consistente.”

Essere coperti da un’assicurazione è un modo di procedere essenziale, invece, della pianificazione finanziaria di una famiglia o di un’azienda: consente di mitigare le perdite, promuove la stabilità finanziaria e le attività commerciali che a loro volta si traducono in crescita economica e sviluppo. Pertanto, l’assicurazione svolge un ruolo cruciale nella crescita sostenibile di un’economia.

Per compensare le spese sostenute dopo un incidente, o il decesso di una persona cara, o una disabilità, le compagnie di assicurazione trasferiscono in media ogni anno ai propri assicurati circa 120 miliardi di euro o, in termini forse più intuitivi e comprensibili, oltre 320 milioni di euro al giorno.

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